La filosofia del parkour: un’arte oltre lo sport

La filosofia del parkour: un’arte oltre lo sport

Il parkour nasce con il movimento. È un’arte antica che prende forma con la nascita dell’uomo stesso, il quale sente inevitabilmente la necessità di muoversi per il raggiungimento di scopi.
Ciò che ad oggi differenzia questa disciplina dal semplice e puro movimento è l’evoluzione della stessa.

Ci troviamo a Lisses, in un piccolo sobborgo parigino, ed è qui che il parkour muove i suoi primi passi. Colui che viene ad oggi considerato il fondatore della disciplina è il francese David Belle, e vi si approccia verso la fine degli anni ottanta. Procedendo a ritroso, però, possiamo citare Georges Hébert con il motto: “Essere forti per essere utili”, il quale veniva utilizzato per definire l’addestramento militare ideato dallo stesso Hébert nei primi anni del novecento. L’addestramento voleva che i militari si allenassero nei loro movimenti naturali, in situazioni che la natura stessa gli presentava.

parkour filosofia

Facendo un altro salto nel tempo ci ritroviamo nel 2003, precisamente a giugno, quando in alcune sale cinematografiche in giro per il mondo esce il film prodotto da Luc  Besson: “Yamakasi - I nuovi Samurai” (in lingua originale: “Yamakasi - Les samouraï des temps modernes”). Gli Yamakasi sono sette ragazzi: William Belle, Chau Belle Dinh, Malik Diouf, Yann Hnautra, Guylain N’Guba Boyeke, Charles Perrière, Laurent Piemontesi. Nel film i ragazzi sono perfetti attori di loro stessi, di ciò che sono davvero nella vita: “traceurs”, ovvero creatori di percorso, acrobati degli stessi sobborghi nei quali la disciplina ha preso vita.

Ma oltre ad essere acrobati, coloro che esercitano il parkour si affidano ad una vera e propria filosofia, la quale viene messa a punto in modo chiaro e innovativo da Daniel Ilabaca nel video: “Choose not to fall” (in italiano: “Scegli di non cadere”, in cui l’artista afferma che: “Se hai paura di cadere cadi perché hai paura”.

Oltre alla “dottrina” di Ilabaca, il parkour si basa anche su altri principi, ma soprattutto si appoggia su tre pilastri fondamentali: la forza, intesa come energia e forza fisica; il tocco, inteso come leggerezza sia del movimento che mentale; lo spirito, il quale sottolinea la mancanza di competizione all’interno di questa disciplina in cui, al contrario, vi è aggregazione.

Il motto di Hébert: “Essere forti per essere utili” è tutt’ora attinente con la filosofia del parkour, con l’unica eccezione che oggi non fa riferimento alla guerra, ma al superamento dei propri limiti.